
Data di pubblicazione 16 -11 -2020
A cura di Erminia, membro del consiglio direttivo di "Libero pensiero"



Data di pubblicazione 29 - 02 - 2020
Questo mese pubblichiamo “L’avventura” che uno dei componenti di Libero pensiero ha vissuto e che testimonia come il costume sia cambiato nel tempo.
CHE PECCATO!
Che peccato! Si. Mi dispiace tanto. Il mondo – almeno il mio – è cambiato. Parlo dal punto di vista umano. E non lo dico perché sono avanti con l’età e come gli anziani usano dire “ehehehehe ai miei tempi c’era …, si stava meglio quando si stava peggio” ma lo dico perché oggi (non ridete) ho cercato un artigiano (tappezziere, idraulico, sarta, ricamatrice, fabbro, calzolaio) e non avendolo trovato… mi sono fermata a pensare.
Certo, il mio pensiero corre agli splendidi anni 1950/1960 a quando passeggiavamo per il centro di Roma: Fontana di Trevi, Via del Corso, P.zza di Spagna, P.zza Venezia, il Vittoriano, il Colosseo ecc. (prima con i genitori e poi crescendo con gli amici) e incontravamo solo qualche turista e Roma era nostra, il quartiere era nostro, la via dove abitavamo e dintorni erano nostri.
Ovviamente quando parlo del quartiere mi vengono alla mente i personaggi che lo popolavano
e qui arriviamo al mio “Che peccato” dov’è il Sor Umberto, dov’è il Sor Mario, il Sor Romolo, la Sora Lella, la Sora Marisa, la Sora Iolanda? Tutti artigiani, tutti amici con la loro bottega in zona e affacciata sulla strada sempre affaccendati pronti al sorriso e al saluto e a venire incontro alle tue necessità. Avete presente il Presepe a Natale? Bene, la struttura del mio quartiere era simile, non certo per dimensioni ma le botteghe artigianali c’erano tutte. Quanto calore!
I bambini dal fornaio rimediavano sempre un pezzetto di pizza appena sfornata calda calda, dal falegname le rotelle per il loro carrettino da corsa, le bambine andavano dalla ricamatrice per prendere qualche perlina colorata per il vestitino della loro bambola, praticamente ci conoscevamo tutti e c’era serenità.
Ma, ritorniamo al fatto che cercavo un artigiano. Su segnalazione di una mia amica, sono andata in una zona del mio attuale quartiere sicura che avrei trovato quanto cercavo e invece con mio sommo dispiacere ho potuto constatare che tutte le saracinesche di quelli che una volta erano negozi di varia natura, erano chiuse e in stato di abbandono. Che tristezza, che desolazione!
Pazienza, dico io. Devo cercare ancora forse allontanandomi un pochino. Non ci si crede. Mi sono recata presso altri due negozi di tappezzeria ma… serrande abbassate. Chiusi definitivamente – mi dicono i vicini negozianti. Il Sor tal dei tali è andato in pensione e il Sor tal dei tali è deceduto. Successivamente, mio marito si ricorda di un artigiano che avevamo conosciuto molti anni fa e che avevo dimenticato. Bene dopo i gioiosi convenevoli di saluto e il piacere di essersi ritrovati parliamo di quanto ho bisogno, praticamente del motivo di tale rimpatriata e lui mi garantisce la sua disponibilità. Ci lasciamo quindi con l’intesa che mi avrebbe richiamato per confermare un appuntamento. Ho chiamato io varie volte ma …è inutile che vi dica il resto.
I tempi sono cambiati, dissi scuotendo la testa ma non ero intenzionata a dichiararmi sconfitta. Fortunatamente ho un buon giro di amicizie e così un altro nome di artigiano è saltato fuori. E la cosa è andata in porto.
Perché vi racconto questo? Non lo so
Forse perché è cambiato il costume di questa nostra società?
Data di pubblicazione 31 - 01 - 2020











Data di pubblicazione 31 -12 -2019
L'argomento scelto riguarda LE SEGUENTI RICETTE tradizionali regionali della vigilia di Natale

Ingredienti:
1. Anguilla di circa 1 Kg
2. Scalogno
3. Aglio
4. Acciughe
5. Olio
6. Pomodoro
7. una foglia di alloro
Procedimento:
1. Spellare l’anguilla,
2. Tagliarla in pezzi di circa 6 cm
3. Lavarla, lasciarla nel piatto e coprirla.
4. Mettere in una padella larga e bassa gli odori e farli imbiondire
5. Versare il pomodoro e aggiungere un bicchiere d’acqua
6. Aggiungere le acciughe
7. Far cuocere a fuoco lento per mezz’ora.
8. Aggiungere quindi l’anguilla e portare a cottura
9. Togliere l’anguilla dal sugo e con il sugo condire la pasta (linguine, spaghetti a preferenza)

Lo sformato è un piatto tipico della Toscana, ma a Siena ha preso enorme importanza per la possibilità di trovare qui verdure fresche tutto l’anno. Si possono usare altre verdure come carciofi, spinaci, cavolo, zucchine. Particolarmente delicato e gustoso è lo sformato di cardi di cui parleremo.
Ingredienti:
1. ½ Kg. di cardi cotti possibilmente a vapore
2. Besciamella (100 gr. di burro, 4 cucchiai di farina, latte quanto basta per renderla non troppo liquida e molto chiara)
3. 4 uova intere
4. 1/2 hg. di parmigiano grattugiato (anche di più a piacere)
5. una spolverata di noce moscata.
Procedimento:
1. Lessare i cardi, possibilmente a vapore, scolarli e tritarli con il tritatutto a fine poltiglia.
2. Aggiungere la besciamella, le 4 uova, il parmigiano e la noce moscata grattugiata.
3. Mettiamo ora il tutto in uno stampo ( con il buco al centro) imburrato e impanato e cuociamo in forno a bagnomaria per almeno un’ora e mezza.
4. Occorre una certa attenzione nel toglierlo dallo stampo e ricordiamo che questa operazione è possibile solo quando il tutto è ben freddo.
5. La cottura sarà giusta quando lo sformato avrà preso consistenza.

Ingredienti: (variabili secondo la quantità del fritto )
1. farina q.b. ( un cucchiaio a persona)
2. uova ( un uovo a persona )
3. aceto ( un cucchiaino scarso )
4. broccoli ( cimette lessate )
5. carciofi (tagliati a spicchi )
6. patate (tagliate fine )
7. zucchine (grattugiate )
8. baccalà
9. olio di arachide
Procedimento:
1. Preparare la pastella con farina, acqua, un po’ di aceto, sale
2. Amalgamare il tutto, deve risultare una pastella non tanto densa ( simile alla consistenza della maionese)
3. Friggere le varie verdure separate ed il baccalà prelessato a pezzi, e metterli a scolare con carta paglia

L'insalata di rinforzo a Napoli è una delle portate che non deve assolutamente mancare se si vuole preparare il menù della vigilia di Natale secondo la tradizione gastronomica napoletana più autentica. Di questo piatto sono note diverse varianti, ogni famiglia ha la propria, ma tutte le preparazioni discendono da quell'insalata natalizia che già nell'Ottocento il Cavalcanti aveva descritto nel suo libro "Cucina teorico-pratica", ossia la caponata (da non confondere però con la caponata marinara o quella con le freselle e pomodori).Della ricetta sicuramente incuriosisce il nome: perché questa insalata si chiama "di rinforzo"? Ci sono diverse spiegazioni. Quella più diffusa, secondo la quale il nome deriva dal fatto che l'insalata, man mano che si consuma, va rinforzata aggiungendo nuovi ingredienti, è in realtà un luogo comune, che ha però origine dalla pratica: questa insalata accompagna tutto il periodo natalizio fino al Capodanno e, quindi, partendo dalla Vigilia con gli ingredienti base come cavolfiore, papaccelle, olive, capperi ed acciughe, si rinnova (rinforza?) via via nei giorni successivi integrando quello che è già stato mangiato o aggiungendo altri ingredienti. Qualcuno ha anche attribuito il termine "rinforzo" all'impiego dell'aceto ed al sale di acciughe e capperi che rafforzerebbero il sapore del cavolfiore, mentre altri ritengono l'insalata un rinforzo dell'appetito in quanto per la presenza dell'aceto lo stimolerebbe tra una portata e l'altra.
Ma in realtà ad essere rinforzata non è né l'insalata né tanto meno l'appetito, perché secondo la tradizione la cena della Vigilia di Natale doveva essere invece leggera, di magro: l'insalata, allora, non poteva che rinforzare questa cena stessa, rendendola così più sostanziosa. Se poi leggiamo la ricetta della caponata natalizia del Cavalcanti, da cui l’insalata di rinforzo napoletana deriva, ci convinciamo ancor di più di quanto potesse aiutare questo piatto a rinforzare una cena di magro.
Si può ora comprendere il significato del nome della ricetta dell'insalata di rinforzo a Napoli: esso trae origine proprio dalla vecchia usanza di impiegare questa portata per rinforzare (rendere più sostanziosa) la cena "leggera" di magro della Vigilia costituita un tempo solo da spaghetti e qualche piatto di pesce.
Ingredienti: ( Le dosi della ricetta dell’insalata di rinforzo alla napoletana sono a piacere)
1. Baccalà
2. cavolfiore
3. scarola riccia, indivia riccia (facoltativa)
4. olive nere di Gaeta
5. olive verdi
6. Papacelle (peperoni napoletani) o filetti di peperoni sottaceto
7. capperi sotto sale (facoltativi)
8. acciughe sotto olio
9. pepe, sale
10. olio extravergine d’oliva
11. aceto
Procedimento:
1. Se usate il baccalà salato tenetelo in ammollo per almeno 48 ore, prima avendo cura di cambiare molto spesso l’acqua, lessatelo e dividetelo in scaglie.
2. Lessate il cavolfiore separato in cimette in acqua poco salata per 10 minuti circa avendo cura di non renderlo troppo molle, ma di scolarlo con una buona consistenza
3. Disponete in un grande piatto di portata il baccalà al centro e a seguire tutt’intorno le cimette di cavolfiore in cerchi concentrici.
4. Guarnire con i peperoni a filetti, le acciughe e le olive bianche e nere
5. Condire il tutto con un misto battuto a parte di olio extravergine, sale (con discrezione perché il cavolfiore già lessato in acqua salata e per la presenza dei filetti di acciughe), aceto, pepe (facoltativo), il tutto cosparso di prezzemolo fresco tritato finemente ed aglio tritato invece grossolanamente ( per consentire di eliminarlo volendo)
6. Copritelo con pellicola trasparente e conservatelo in frigo fino ad una buona ora prima di servirlo in modo che arrivi a tavola a temperatura ambiente.

Ingredienti:
1. Finocchi non molto grandi 1Kg
2. Olio:2 o 3 cucchiai
3. Pepe
4. Sale fino: poco
5. Acciughe: 3 disiliscate
Procedimento:
1. Privare i finocchi delle parti più dure, lavarli e tagliarli a fettine.
2. Farli lessare con un po’ di sale fino a metà cottura, scolarli, facendo attenzione a lasciarli con un po’ della loro acqua.
3. Metterli in un tegame e condirli con olio, pepe e acciughe per farli finire di cuocere.

MENU’ TRADIZIONALE DI BAGHERIA (PA)
Sfincioni
Baccala’ bollito
Salsiccia
Finocchi
Mandarini
SFINCIONI
Lo sfincione é un piatto tipico palermitano che si prepara per le vigilie. Era il solito pane schittu (senza alcun condimento) che la povera gente arricchiva in occasione delle festivita’. E’ una pizza molto lievitata che deve il nome all’aspetto morbido e alto, proprio come quello di una spugna.
Ingredienti:
1. 1 kg di pasta di pane,
2. Olio
3. 3 acciughe
4. Primosale a pasta molle (tuma),
5. Pane grattato,
6. Pecorino grattuggiato,
7. Polpa di pomodoro
8. Cipolla abbondante (scalogno)
9. Poco origano
Procedimento:
1. Si unge la teglia e vi si stende la pasta di pane dandole forma ellittica.
2. Vi si spalma in modo uniforme l’acciuga sciolta nell’olio
3. Si taglia la tuma a quadrucci spessi 2 mm e si pressano lievemente sulla pasta.
4. Si stendono su tutta la superfice i pezzettoni di pomodoro e la cipolla
5. Si copre con pane grattato e olio (anche sui bordi). Per evitare che la mollica (pangrattato) assorba troppo olio e il tutto risulti untuoso, la si inumidisce prima con acqua e con il succo dei pezzettoni di pomodoro, si aggiunge la cipolla e con la mano inumidita si pressa sulla pasta.
Per la cottura, e’ tradizione che ognuno porti lo sfincione, che ha preparato, nei forni a legna, i cui fornai, per l’occasione lavorano ininterrottamente dalla mattinata fino a tarda sera.
Data di pubblicazione 30 -11 -2019
L'argomento scelto riguarda LE SEGUENTI RICETTE tradizionali regionali della vigilia di Natale

Ingredienti:
1. 1 etto di farina di polenta gialla possibilmente bramata (a grana grossa)
2. 1 etto di farina bianca di frumento,
3. 1 etto di burro o margarina vegetale,
4. 1 etto di zucchero
5. 1 bustina di lievito Bertolini
6. un poco di latte tiepido per sciogliere il lievito,
7. 1 vasetto di yoghurt normale bianco, tenuto fuori dal frigorifero da un paio d’ore,
8. 1 uovo.
Procedimento:
1. Fare sciogliere con un cucchiaio o una forchetta in una ciotola il burro con lo zucchero, per renderlo cremoso
2. Aggiungere lo yoghurt e l’uovo, omogeneizzando il composto
3. Aggiungere un po’ per volta le due farine mischiate, amalgamando bene il tutto
4. Aggiungere alla fine il lievito sciolto in un po’ di latte tiepido.
5. Se il composto fosse duro, aggiungere ancora un po’ di latte tiepido fino a renderlo cremoso come da ricetta.
6. Versare il composto su una teglia ricoperta da carta forno, e cuocerla per 40 minuti in un forno già caldo a 180°, fino a quando non diventa dorata.
7. Decorare con noci o marrons glassès o pinoli.

Sicilia Orientale
Menù della vigilia di Natale:
Menù tradizionale, tramandatomi da mia nonna, per la Vigilia di Natale. E’ un menù costituito per lo più da prodotti semplici e modesti derivanti dal territorio.
v Crespelle con acciughe o ricotta
v *Scacciata con tuma, cipolla e acciughe.
v Baccalà alla messinese
v Broccoli siciliani affogati
v Frittelle di ricotta con zucchero e cannella
SCACCIATA
Ingredienti:
per la pasta da pane:
1. 1/2Kg. farina-acqua e sale q.b.
2. un cucchiaino di zucchero.
3. 4 o 5 cucchiai di olio.
4. un panetto di lievito di birra da 25 gr.
Per il ripieno:
1. circa 40 gr. di olio (o, se la volete più ricca), un cucchiaio ricolmo di strutto o burro o margarina
2. 400 gr. di tuma o fontina
3. 6 filetti di acciughe disiliscate sott’olio
4. uno o due cipollotti freschi tagliati a strisce lunghe e sottili
5. pepe q.b.
Procedimento:
per la pasta da pane:
1. impastate con acqua tiepida la farina con sale quanto basta, e con il panetto di lievito di birra, preventivamente sciolto in acqua tiepida con zucchero per aiutare la lievitazione e aggiungete 4 cucchiai di olio d’oliva
2. Dopo aver lungamente impastato e manipolato la pasta per renderla omogenea, formate una palla, infarinatela e fatela lievitare per circa due ore, tenendola al caldo coperta con asciugamani da cucina.
3. Quando raddoppia il suo volume, spaccandosi lievemente, è lievitata. Se invece l’avete comprata dal fornaio, dovete tuttavia impastarla nuovamente per incorporarle l’olio.
Per il ripieno:
1. dividete in due l’impasto e stendete in maniera sottile (circa 1 cm.) il primo in una teglia oleata. Tagliate a quadrati di 2 cm. di spessore il formaggio, aggiungete il cipollotto nella quantità desiderata in base al vostro gusto, le acciughe a pezzetti e pepe in modo omogeneo su tutta la base, aggiungete al centro strutto o margarina o burro.
2. Coprite la base così preparata con l’altra metà della pasta, spianata più sottile della prima, e chiudete bene ai lati, formando un sottile cordoncino.
3. Fate un buco al centro all’altezza dello strutto o altro grasso in modo da non far aprire la focaccia con la cottura.
4. Quando è cotta, dorata, passate con la carta forno un po’ di olio o margarina o burro o strutto su tutta la superficie della focaccia e mangiatela calda.

Menù della Vigilia di Natale (Benevento)
STRUFFOLI
Ingredienti:
1. 1 kg. di farina
2. 8 uova
3. 1 bicchiere di olio extravergine del Sannio Beneventano
4. 6 cucchiai di miele
5. 1 cucchiaino di magnesia sciolto in un poco di latte
6. 100 gr. di zucchero
7. 1 bicchierino di liquore Strega
8. un pizzico di sale
Procedimento:
1. Porre la farina sulla spianatoia a fontanella, aggiungere le uova, olio, sale, la magnesia sciolta nel latte, il liquore Strega e impastare
2. Allungare la pasta e tagliarla in piccoli dadini
3. Friggere in abbondante olio
4. Nel frattempo, a parte, sciogliere il miele e lo zucchero, unirvi gli struffoli, ed aggiustare il tutto in un piatto piano

Ingredienti per 4 persone
1. 3 etti di farina
2. 2 uova
3. 2 tazzine di zucchero
4. ½ bicchiere di carta di olio di semi
5. ½ bustina di lievito Bertolini
Procedimento:
1. Sulla spianatoia mettere la farina a fontana e in mezzo tutti gli altri ingredienti.
2. Impastare e lavorare il tutto, fino ad ottenere una pasta morbida come se fosse quella degli gnocchi di patate.
3. Sfilare la pasta, cioè fare un cordone del diametro di circa 2 o 3 cm. , tagliarlo in cilindri di pari lunghezza, (la lunghezza è quella di un rigatone, la larghezza quella di un dito medio).
4. Schiacciare ogni singolo pezzo con due dita in modo che si arrotoli su di esse e formi una specie di ricciolo e friggere in friggitrice ovvero in un pentolino alto con abbondante olio.
5. Appena indorati, toglierli con il cucchiaione forato e rotolarli su carta assorbente.
6. Passarli subito dopo per due secondi in un altro pentolino con vino cotto (da acquistare in drogheria specializzata) ovvero nel miele caldo.

Questa è una ricetta che fa parte del tradizionale cenone di Natale della famiglia di mio marito. Io la ripropongo anche il giorno di Natale come sfizio per quei parenti non presenti la sera della Vigilia. E’un primo di origini molto antiche con ingredienti del circondario con aggiunta di cannella più esotica. Le origini di questo piatto sono l’Alto Lazio (Viterbo) e Bassa Toscana (Grosseto con influenze senesi), zona dove viveva una importante comunità ebraica, ricca e attiva. Intorno al 13^ secolo, sotto il dominio degli Orsini, gli ebrei furono cacciati dalla zona (oggi stanno gradualmente aumentando, tanto da diventare un fulcro importante per la loro «dieta» kosher, formaggi, carne, vino, tutti prodotti provenienti da Pitigliano), ma hanno lasciato negli abitanti molte delle loro usanze
Ingredienti (non quantificabili perché tutto dipende dal proprio gusto):
1. Cannella in polvere
2. Zucchero
3. Noci (4/5 a persona)
4. Vermicelli o spaghetti
Procedimento:
1. Mettere nel frullatore i gherigli di noce con un poco di zucchero e cannella (non esagerate, c’è sempre tempo per aggiungere a gusto), ma tenete presente che sia il dolce che la cannella si devono sentire
2. Quando l’acqua salata bolle, versate la pasta. A cottura quasi ultimata versate un poco di acqua di cottura nella terrina dove c’è il tritato (che deve avere l’aspetto di una granella e non di farina), questo perché il condimento sia diluito per amalgamarsi meglio.
3. Mescolate bene il tutto e mangiatelo caldo.
4. La prima volta che provai «la pasta con le noci» rimasi sconcertata dal piatto tanto insolito. La seconda volta l’ho preparato io e non mia suocera e mi è piaciuto (anche a mio marito).
Data di pubblicazione 31 -10 -2019
L'argomento scelto riguarda LE SEGUENTI RICETTE tradizionali regionali della vigilia di Natale

Il nome potrebbe derivare da carta, incartellate, cioè sinonimo di incartocciate, secondo la loro tipica forma arabesca
Esse vengono raffigurate la prima volta in una pittura rupestre del VI secolo a.C. rinvenuta nei pressi dell'attuale Bari in cui viene rappresentata la preparazione di un dolce assai simile chiamato la lanxsatura. Agli albori del Cristianesimo, queste frittelle rituali si sarebbero trasformate in doni alla Madonna, cucinati per invocarne l'intervento sulla buona riuscita dei raccolti.
Le cartellate sono, inoltre, citate come Nuvole et procassa in un resoconto del 1517, stilato in occasione del banchetto nuziale di Bona Sforza, figlia d'Isabella d'Aragona e nel 1762 in un documento redatto dalle suore benedettine di un convento di Bari.
Vengono preparate con farina, olio e vino bianco, unita e avvolta su sé stessa sino a formare una sorta di "rosa" coreografica con cavità e aperture, che poi verrà fritta in abbondante olio.
Ne esistono numerose varianti, ma la ricetta tipica regionale è quella che le vede impregnate di vincotto tiepido o di miele, e poi ricoperte di cannella,zucchero a velo oppure di mandorle. Il vincotto è un condimento derivante dalla cottura del mosto proveniente dalle uve salentine Negroamaro e Malvasia o dai fichi.
Altre varianti le vedono con il cioccolato al posto del vincotto, oppure semplicemente con lo zucchero a velo. Una volta preparate si conservano in grossi tegami, lontane dalla luce e in ambienti interni.
Ingredienti per 100 cartellate:
Procedimento:

Ingredienti per 4 persone:
Procedimento:
Ingredienti per 6 persone:
Procedimento:
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(Da un'antica ricetta)
Ingredienti per 6 persone:
Procedimento:

L’Umbria è insieme al Piemonte rinomata per i tartufi che vengono spediti in tutta Italia e nel Mondo, dove vengono apprezzati per il sapore e l’intenso inconfondibile profumo. È un prodotto della terra molto pregiato e caro, ma evidentemente dove si riproduce in abbondanza è di non raro uso. Per cui fra queste ricette della vigilia di Natale è senza dubbio la più costosa.
Ingredienti per 4 persone:
Procedimento

Alto Lazio
Ingredienti (quantità a piacere):
Procedimento