1e60118c3742c7cacd0eb49bcc008e84d08a0961
85226703480266b2713851dd99024e810017ebd6

Data di pubblicazione 16 -11 -2020

  Il dottor Gachet di  VINCENT VAN GOGH

57c0e34f6d820996ef59a09aa13738a3a32fdf00

VINCENT VAN GOGH

Il dottor Gachet

Olio su tela cm. 68x57

Anno di esecuzione 1890

Collezione Museo d’Orsay Parigi

Il dottor Gachet qui ritratto altro non era che il medico curante di Vincent Van Googh  (Groot Zundert nel Brabante 0landese 1853 - Auvers1890), nonché di numerosi altri artisti, dei quali era diventato amico essendo pittore lui stesso.

Nel ritratto egli ha in testa un cappelletto bianco, indossa una giacca blu su uno sfondo dello stesso colore ma cobalto che ben fa risaltare i gialli dei capelli, del viso e delle mani. Sul tavolo rosso è posato un ramo di pianta digitale, simbolo della specializzazione nelle malattie cardiache.

La posa fa risaltare il temperamento malinconico dell’uomo e lo spiegarsi delle linee sinuose segue la patetica inclinazione del personaggio.

Il dipinto, che ben rappresenta il modo di sentire la pittura da parte dell’artista olandese, è pervenuto al Museo d’Orsay a seguito di donazione degli eredi del dottore.


Dat
a di pubblicazione 31 -05 -2020 

  Vigneto sulla Tuscolana di Pino Romanò      

4fb938cc3752a0da4335ed8db0f10b13f56281db

PINO ROMANO’

Vigneto sulla Tuscolana

Olio su tela olona grezza cm. 80x100

Anno di esecuzione 2004

Collezione privata

Il dipinto in esame è un paesaggio di grandi dimensioni eseguito da Pino Romanò (Scilla 1934) nell’autunno del 2004 ed esposto in varie mostre personali e collettive dell’artista.

In esso è rappresentato uno scorcio della campagna romana coltivata a vigneti adiacente alla via Tuscolana che da Roma porta a Frascati, nel cuore dei Castelli Romani, pochi chilometri prima di raggiungere il centro abitato della ridente cittadina.

Nel paesaggio si sente ed è espresso il gusto di una stagione, quella autunnale, che ha certamente colpito l’autore con quei toni arancio delle viti incastonate in una prospettiva verso l’alto fin quasi a toccare il cielo e con i quali ha reso il grande vigneto che è il soggetto principale della composizione.

La luce nel dipinto è ricercata e graduata in modo sentimentale e ben armonizzata così che la scena conquista per la voluta assenza di forti contrasti coloristici.

Ne viene fuori così un paesaggio dolce e delicato perché realizzato con toni semplici, pacati e contemporaneamente ricercati fino a raggiungere un linguaggio spontaneo per descrivere una natura amata e sentita profondamente.

Data di pubblicazione 30 -04 -2020 

Il sigillo di Franz Borghese

34c16d721a639c90ccc341feb259741a1ed257e1

FRANZ BORGHESE

Il sigillo (Er congresso tosto di G.G. Belli)

Tecnica mista su carta cm.28x35

Franz Borghese (Roma 1941- 2005) è stato un pittore contemporaneo grande interprete, con la sua pittura satirica e spesso graffiante, della cultura dell’apparire e di altri, trascurabili vizi. Come ha scritto efficacemente Giovanni Faccenda nel catalogo di presentazione delle mostre postume tenutesi a Grosseto, Roma e Milano nei mesi di settembre, ottobre e novembre del 2007:  “… Da sempre è la grande ribalta dell’esistenza il luogo verso il quale Borghese guarda con curiosità e raffinato senso ironico, il proscenio dove, un volta salito il sipario e accese le luci, si può ogni giorno assistere ai soliti personaggi senza canovaccio e perennemente in posa, e alle abituali, scontate repliche. In altre parole un teatrino delle vanità e delle opere buffe in cui conta soltanto apparire e niente essere…”

E Borghese non si smentisce neanche in questa bella illustrazione della poesia del grande Giuseppe Gioacchino Belli del 3 ottobre 1835 di seguito riportata:

Er Congresso tosto

Tuttiquanti a Palazzo lo vederno.

Un gran Ministro d’una gran Potenza

Venne a Roma a pparlà co ssù Eminenza

Er Zegretar-de-Stato de l’isterno.

Er Cardinale preparò un quinterno

De carta bianca, eppoi je diede udienza,

E ce tenne una gran circonferenza

Sopra a ttutti l’affari der governo.

Tra loro se trattò der più e der meno;

E scannajorno l’ummiddo e l’asciutto,

Er callo e ‘r freddo, er nuvolo e’r zereno.

Arfine er Cardinale uprì la porta,

Dicenno:”Evviva è combinato tutto,

Ne parleremo mejo un’antra vorta”.

E come c’era da aspettarsi, la situazione del momento viene colta da Borghese in tutta la sua ironica teatralità.

 Data di pubblicazione 31 -03 -2020

Natura morta con pompelmi di Paul Gauguin

3c23a03112c72688a852f73c1f0cb039862df37f

PAUL GAUGUIN

Natura morta con pompelmi

Olio su tela – Anno di esecuzione 1901

Collezione privata Losanna

Questa natura morta di Paul Gauguin (Parigi 1848 – Hiva Oa 1903), l’estroso artista francese noto soprattutto per aver portato in pittura in modo simbolista la cultura e la tradizione del popolo delle isole polinesiane dell’Oceano Pacifico, non ha nulla da invidiare si suoi più noti capolavori.

Infatti, pur non considerando una priorità tale genere di pittura, egli si dedicò allo studio ed all’esecuzione di nature morte con la massima attenzione realizzando così dipinti pregevolissimi, ora collocati in importanti collezione museali e private.

L’opera in esame è sicuramente di ottima fattura ed in essa è evidente come Gauguin, ormai all’apice della sua arte, non disdegna di guardare ancora alla resa delle sfumature ed alla classica compostezza propria del migliore Cezanne.

Data di pubblicazione 29 - 02 - 2020

Uliveto salentino di Pino Romanò

b0f92fe5600b78b30f5f476990be835bdeb54c57

PINO ROMANO’

Uliveto salentino

Olio su tela olona grezza cm. 70x100

Anno di esecuzione 1988

Collezione privata

Il dipinto di Pino Romanò (Scilla1934) di cui ci occupiamo oggi ci mostra un maestoso uliveto del Salento proiettato in un cielo tipico pugliese. Gli ulivi in Puglia sono patrimonio dell’umanità ufficialmente riconosciuti. Infatti, a seguito di un recente censimento, sono risultati circa 40 milioni, quindici milioni circa dei quali ultracentenari.

Tra essi quelli salentini colpiscono l’anima per via del fatto che sono ospitati in un contesto naturale (la terra rossa, le rocce calcaree, i muretti a secco, i dolmen, i trulli) che consente loro di crescere e dare il meglio di se stessi. Il tronco di un ulivo racconta la bellezza di un essere vivente che svolge la sua vita attraverso una dimensione temporale a noi preclusa. Oggi, purtroppo, questo patrimonio sta facendo i conti con la propria sopravvivenza a causa della xilella che rischia di farlo scomparire o quanto meno di ridimensionarlo fortemente. Speriamo che questo problema venga risolto al più presto.

Gli alberi di ulivi del dipinto si offrono allo sguardo dello spettatore con tutta la loro maestosità. I tronchi dei due ulivi in primo piano danno netta la sensazione del lungo tempo trascorso per farli diventare quali essi sono, mentre il terzo ulivo centrale in ombra fa da contraltare ad essi contribuendo a dare profondità alla teoria di ulivi in lontananza che chiudono la composizione.

La luce infine disegna poi il rigoglioso fogliame degli alberi su cui il sole riflette i suoi raggi illuminando parte della chioma, il campo circostante ed il cielo biancoazzurro.

Data di pubblicazione 31 - 01 - 2020

Lo stagno delle ninfee di Claude Monet

e03f7082372ecd3926fb03f135c2d88775b39750
dda8e623bc9e566356528a0bc06bba7f2fdae566

Data di pubblicazione 31 -12 -2019

Il mare all'Estaque di Paul Cezanne    

d59a449bcb46fb3ba07ae2e64563e879bbb4c273

PAUL CEZANNE

Il mare all’Estaque

Olio su tela cm. 73x92 - Anno di esecuzione 1878/1879

Collezione Museo Picasso – Parigi

Il bellissimo dipinto di Paul Cezanne (Aix en Provence 1839 – 1906) ci porta a Le Estaque, un villaggio di pescatori nella baia di Marsiglia, dove egli ha soggiornato in più occasioni e dove si è rifugiato durante la guerra franco prussiana. Qui Cezanne lavora intensamente sia in studio che nel paesaggio affascinato dalle geometrie e dagli scorci del paesino che lo ospita.

Sulla tela, ove il paese è realizzato in obliquo dal basso a sinistra verso l’alto a destra, il mare fa cerniera in alto creando un orizzonte molto dissolto tanto da rendere addirittura indistinguibile verso sinistra il confine fra cielo e mare.

Le case con l’alto camino delle fabbriche di ceramica ed il mare sono chiusi tra due quinte costituite dai tronchi e dai rami di alberi di pino che svettano maestosi in primo piano.

L’intero dipinto è emozionante per la sua coerenza formale e coloristica e colpisce per la sua rigorosa costruzione compositiva, come accade per moltissime opere del grande maestro francese la cui pittura,  radicalmente rivoluzionaria rispetto all’impressionismo imperante in quel tempo, è destinata a segnare le sorti della pittura moderna.

Da lui partiranno infatti Braque e Picasso per arrivare al cubismo ed ad una nuova sintesi della pittura.

Data di pubblicazione 30 -11 -2019

  Natura morta sul tavolo di Pino Romanò         

e1606a8247603009fafd06b4daea437c5561b7ee

PINO ROMANO’

Natura morta sul tavolo

Olio su tavola cm. 50x60

Anno di esecuzione 2002

Collezione privata

Il dipinto in esame è una natura morta eseguita da Pino Romanò (Scilla 1934) nell’anno 2002 per la collezione della Galleria Italarte di Roma.

Vi sono raffigurati un tavolo, dei pesci, un fiasco e due limoni, adagiati su una tovaglia. Alla composizione fa da sfondo una finestra semiaperta su un cielo dichiaratamente blu.

Il panneggio disordinato della tovaglia e tutto ciò che su essa è posato richiamano le atmosfere degli interni spesso evocate da Renato Guttuso, cui l’autore si è inizialmente ispirato; ma qui più che una volontà di protesta è evidente un alone di nostalgia per un mondo ormai definitivamente abbandonato anche nelle situazioni di convivenza più povere.

Qui c’è piuttosto la voglia del recupero di vecchi oggetti scarsamente ormai di uso comune, quale pretesto per rendere col colore, prima ancora che con il disegno, situazioni tratte dai ricordi di infanzia dell’autore.

Ecco quindi la resa di una atmosfera romanticamente nostalgica che, ci sembra, pervade l’intero dipinto

 Data di pubblicazione 31 -10 -2019

  Cantiere a Gaeta di Pino Romanò                                                                          

917835c3f4f31df0e6330424f203a71524664654

PINO ROMANO’

Cantiere a Gaeta

Olio su tela olona grezza cm. 50x60

Anno di esecuzione 2002

Il dipinto in esame è stato esposto nella mostra personale di Pino Romanò (Scilla 1934) “Paesaggi e colori dell’acqua” ospitata nella particolare cornice della Chiesa di S. Maria della Sorresca a Gaeta (il cui nome è indissolubilmente legato alle tradizioni della pesca, infatti sorra è un antico termine catalano che indica la carne del tonno), nella primavera del 2003.

Nel piccolo cantiere, deserto perché la giornata lavorativa è finita, e nel quale sono tirate a secco,  le imbarcazioni da pesca e da diporto, che necessitano di riparazioni, sono disposte apparentemente in modo disordinato e confuso e creano all’interno del cantiere stesso un movimento di linee e piani che ben mette in evidenza la staticità del paesaggio circostante e cioè il terrapieno che fa da scalo di alaggio, il mare calmo e paziente, le colline verdi e ocra che circondano il magnifico Golfo di Gaeta.                                                                            

Verso l’alto, la composizione è chiusa da un cielo sospeso, solcato da nuvole leggere che riflettono i colori del sole all’inizio dell’imbrunire.

Tutto il dipinto, così, emana una atmosfera di malinconica attesa del tramonto.